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Progetto scuola · Primaria e secondaria di primo grado

Con le mie scarpe.
Un altro modo di guardarsi.

Un percorso educativo su relazioni, empatia e partecipazione, per riconoscere le capacità di ciascuno e il valore delle differenze.

Racconto, esperienza e confronto per riflettere su come parole, comportamenti e contesto influenzano la partecipazione al gruppo classe.

Copertina di Con le mie scarpe, un progetto di Cristina Casali. Scarpe di forme e colori diversi accompagnano l’invito a comprendere le difficoltà, riconoscere le capacità e cambiare prospettiva.

Da dove nasce

L’esperienza vissuta apre il dialogo.

“Con le mie scarpe” nasce dall’incontro tra la mia storia e il mio lavoro di Disability Manager e formatrice.

L’esperienza della disabilità, del bullismo e dell’esclusione diventa una possibilità di confronto, con parole e modalità calibrate insieme ai docenti. Il percorso invita a conoscere le persone attraverso capacità, risorse e interessi e a interrogarsi sulle condizioni che permettono loro di partecipare.

Il lavoro educativo riguarda tutta la classe: il modo in cui ci si guarda, ci si parla, ci si aiuta e si riconosce il proprio ruolo nelle relazioni.

Il valore per la scuola

Dalle differenze alle relazioni quotidiane.

Empatia e rispetto

Favorire curiosità e ascolto verso l’altro, mettendo in discussione giudizi immediati e stereotipi. Riconoscere che una difficoltà non definisce l’intera persona.

Parole e comunicazione

Riflettere sull’effetto di parole, silenzi e comportamenti. Sviluppare attenzione a un linguaggio rispettoso e ai diversi modi di comunicare e comprendere.

Fiducia e responsabilità

Riconoscere il proprio ruolo nel gruppo e nelle situazioni di esclusione. Comprendere l’importanza di chiedere aiuto e di poter contare su adulti di riferimento.

Capacità e partecipazione

Osservare il ruolo di ambiente, strumenti e opportunità. Valorizzare risorse proprie e dei compagni e individuare comportamenti che facilitano la partecipazione.

Il percorso può affiancare il lavoro della scuola su educazione civica, inclusione, relazioni positive e prevenzione del bullismo, in raccordo con i docenti.

Come si svolge

Due incontri.
Uno spazio per scoprire e riflettere.

Un percorso per classe

Due incontri di circa 60 minuti ciascuno, preferibilmente a distanza di una settimana. Tempi e calendario vengono concordati con l’istituto.

Partecipazione attiva

Narrazione, momenti di esperienza, domande e confronto guidato. Gli alunni sono coinvolti nella costruzione delle riflessioni, con attenzione alle diverse modalità di partecipazione.

Adattamento all’età

Linguaggio e approfondimento vengono calibrati per la primaria e la secondaria di primo grado, considerando le caratteristiche del gruppo classe.

La progettazione considera esigenze motorie, sensoriali, cognitive, neurodivergenze e condizioni di salute, anche non visibili. Modalità e materiali vengono concordati per favorire la partecipazione di ciascuno.

Cristina Casali seduta tra i banchi durante un incontro a scuola, mentre dialoga con la classe; un’alunna è ripresa di spalle.
«Adesso ho capito perché tu parli di diverse abilità e non di disabilità.»

Un alunno di quarta primaria

L’esperienza già realizzata

6 classi.
118 alunni coinvolti.

Un percorso già portato nella scuola primaria, oggi proposto anche alla secondaria di primo grado.

Le domande e le osservazioni degli alunni alimentano il confronto. L’obiettivo è lasciare strumenti di lettura che possano continuare a vivere nelle relazioni quotidiane.

La rielaborazione e il dialogo con i docenti aiutano a osservare ciò che gli alunni hanno compreso e le domande che emergono nel tempo.

Il raccordo con i docenti

Costruiamo le condizioni per l’incontro.

Prima dell’avvio concordiamo destinatari, obiettivi, calendario e modalità con i docenti. Definiamo gli spazi, la disponibilità di schermo o LIM con audio e le esigenze di accessibilità.

Il confronto permette di adattare il percorso al gruppo e di coordinarlo con il lavoro educativo già svolto dalla scuola.

Gli aspetti organizzativi, i materiali e le eventuali spese di trasferta vengono definiti direttamente con l’istituto.

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Iniziamo da una domanda

Portiamo “Con le mie scarpe” nella tua scuola?

Indicami l’istituto, il comune, le classi interessate e il periodo desiderato. Concordiamo insieme la proposta e gli aspetti organizzativi, con attenzione al gruppo e alle sue esigenze.

30 minuti per conoscere il tuo contesto e capire come possiamo lavorare insieme.

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